Cari IO SONO L’ARCANGELO MICHELE!
È interessante come voi mandiate davvero tutto all’ultimo momento; ormai non serve più a nulla, fratelli miei, aspettate il prossimo, l’anno prossimo. E ricordate che l’anno prossimo non avremo lo stesso numero di Incontri che abbiamo avuto quest’anno.
L’ho già spiegato qui, ma è sempre bene ricordarlo.
Faceva parte del suo percorso occuparsi di questi Incontri nel modo in cui sono stati organizzati, tutto molto ben organizzato e pianificato. Quindi, l’anno prossimo, avremo solo due Incontri, diciamo così, a cui tutti potranno partecipare, Incontri di grande portata.
All’inizio dell’anno, non abbiamo ancora la data, non mi sono dimenticato di Brasilia, ci sarà quello di Brasilia, e gli altri due seguiranno il percorso che deve essere seguito durante l’anno.
L’invio, fratelli miei, non vi riguarda in alcun modo, ma è importante ricordare quanto segue: esiste una… vi farò un esempio, che spero capiate.
Date da bere a un animale assetato, o anche a una persona, a un essere umano che ha molta, molta sete. Non riuscirà nemmeno a bere l’acqua come si deve, si avventerà su quell’acqua con enorme vivacità, perché la sete è troppo grande; dopo un po’, sì, allora riuscirà a bere quell’acqua con più calma, più tranquillità.
Allora, farò il parallelo con la foresta, prestate attenzione.
Quella foresta è stata teatro di attacchi di ogni tipo: incendi, abbattimento di alberi, inquinamento dei fiumi e «n» altre cose che non vale nemmeno la pena menzionare. Quindi, possiamo dire che la foresta, oggi, è triste, molto triste, perché nessuno la rispetta. Tutti la guardano e pensano: «Ah, è solo un alberello, non mancherà in mezzo a tanti altri». E tutti hanno pensato così, ed ecco perché oggi le cose stanno così.
Quindi, la foresta è triste, sì, perché sente che nessuno la ama, nessuno si prende cura di lei; è come se si sentisse abbandonata dall’umanità. Allora, iniziate a inviarle Amore. È come un animale assetato di amore e di rispetto.
Faccio una piccola digressione: quando inviate qualcosa a qualcuno, un’energia, chi determina la quantità di energia che esce dalle vostre mani, ovvero in che forma essa si manifesti, è chi la riceve. Tutta l’energia di Luce funziona così: è chi la riceve a determinare quanta ne riceverà; ecco perché la maggior parte delle tecniche di Luce può essere applicata a feti, neonati, piccoli animali e anziani senza causare alcun danno, poiché è chi la riceve a determinare la quantità di energia che verrà applicata. Molto bene, chiudiamo la parentesi.
Allora, la foresta è assetata d’Amore, e a quel punto voi iniziate a emanare Amore. Lei ne assorbirà il massimo possibile, perché si sentirà amata. Quindi, rendetevi conto delle dimensioni della foresta e delle vostre dimensioni; per questo, per un minuto, donerete per un minuto e poi concluderete. «Ah, come si conclude?». Togli la mano della mandala, tutto qui: questo interrompe l’invio, interrompe la connessione.
No, non sto dicendo che la foresta sia cattiva, che la foresta vi farà del male, non è questo, ma potete davvero percepire, dalla forza con cui attirerà ciò che state inviando, per un minuto. Per quanto possa attirarlo in un minuto, non vi logorerà, non vi influenzerà. Capite? Spero di sì, perché domani ci sarà qualcuno che emetterà energia per mezz’ora, un’ora e poi si lamenterà di sentirsi così, di essere cotto, dopo aver inviato l’Amore. Quindi, imparate a seguire le regole: è un minuto. Volete inviare di più? Molto bene, fermatevi un attimo, fate qualcos’altro, tornate tra poco, un altro minuto. Non dovete chiedere nulla a nessuno, non dovete connettervi con nessuno, non c’è Presenza Divina, non c’è nulla, basta mettere la mano lassù e inviare.
Quindi, tenetela sempre pronta, fate il rituale e inviate.
C’è una frase che dovrete dire durante l’invio, all’inizio, cioè, dell’invio. Tutto questo è nel documento che riceverete.
Allora, fratelli miei, la nostra parte viene svolta. La mia spada è conficcata nella Piramide, l’Energia Cristica di Sananda arriva fino all’Entroterra, e il Manto di Maria ricopre la Piramide.
Quindi, la nostra funzione in quel punto si sta realizzando; lì c’è molto da purificare, ed è esattamente ciò che si sta facendo.
State dimostrando alla foresta che la amate, che la rispettate; per questo le invierete Amore, e grazie a ciò avrà la forza di rinascere.
E cos’è la rinascita della foresta?
È riprendere tutto ciò che le è stato tolto: alberi che nascono dove sono stati sradicati, fiumi che sgorgano da nuove sorgenti. Chi vivrà, vedrà, tra un po’ di tempo. Quindi, non cercate di capire minuziosamente cosa accadrà, c’è molto che deve ancora accadere.
Quindi, dedicatevi semplicemente a compiere il rituale, nient’altro.
Deve essere fatto ogni giorno? Come preferite: ogni giorno, a giorni alterni, una volta al mese, non importa; fatelo come volete, fatelo 100 volte al giorno, ma ogni volta solo per un minuto. Tenete sempre un orologio a portata di mano: quando iniziate a inviare, guardate l’orologio e seguite il tempo per un minuto. Non è difficile, vero? Ecco, guardate la Mandala, ricordate, inviate per un minuto, non di più, capite, questo è il processo.
Fratelli miei, ogni giorno sempre più anime se ne vanno, per scelta delle anime stesse e, spesso, per scelta della coscienza umana. In che senso? Vediamo.
L’anima decide: «No, voglio morire di vecchiaia, portare a termine tutte le mie missioni, morire serenamente, quando il mio corpo non ce la farà più». Questa è l’anima. A quel punto l’anima si incarna, ma le coscienze si smarriscono. È una coscienza che si droga, ha tutti i vizi possibili e immaginabili, beve molto, e poi muore in un incidente stradale.
È stato pianificato dall’anima? No, non lo è stato, l’anima non voleva questo, ma la coscienza umana ha preso il sopravvento ed è arrivata a quel punto.
Quindi, ci sono alcuni casi in cui la coscienza umana modifica il percorso dell’anima.
È importante, fratelli miei, che ascoltiate il cuore.
Molte persone passano la vita a rimpiangere ciò che non hanno fatto. «Ah, avrei dovuto farlo. Ah, avrei dovuto fare quell’altra cosa. Ah, non sono mai stato felice nella mia professione».
E perché l’ha mantenuta? Perché non ha seguito ciò che il cuore desiderava? Ah, perché Tizio avrebbe parlato male, perché Caio l’avrebbe condannato. Perché, perché, perché, tanti perché. E così trascorre una vita infelice, perché non ha mai fatto ciò che gli piaceva.
Oggi, in questo preciso momento, molte persone stanno riscoprendo la gioia di vivere, lasciando lavori di grande prestigio per dedicarsi a ciò che amano. Complimenti a loro, stanno seguendo la via dell’anima, le inclinazioni dell’anima.
Forza, fratelli miei, proviamo a immaginare quanto segue: quante incarnazioni avete avuto? Con quante professioni siete entrati in contatto? Ma vi dico che non sono state poi così tante, perché la tendenza è sempre quella di riprendere qualcosa che già conoscete.
Perché alcune persone se la cavano così bene in determinati lavori, in determinate professioni? Perché è la professione dell’anima, è quella professione che l’anima, in ogni incarnazione, sceglie come proprio percorso. È come se fosse già stanca di conoscere tutto ciò, quindi se la cava molto bene, prospera ed è felice in ciò che fa.
Allora, ti faccio una domanda, ora, fratello mio o sorella mia.
Sei felice in ciò che fai, nella tua professione?
Non c’è bisogno di rispondere ad alta voce per non ferire chi ti sta intorno. Rispondi interiormente. Sei felice nella professione che svolgi? Ami ciò che fai?
Se hai risposto, anche solo interiormente, con un sorriso sulle labbra, allora ami ciò che fai, sei felice e stai seguendo il percorso della tua anima. Ora, se hai chinato il capo, se ti sei rattristato perché non era quello che volevi, allora stai forzando una situazione che ti porterà solo fastidio, delusione, tristezza, nient’altro.
E allora ti chiedo: perché? Perché percorrere una strada che non ti porta né gioia né felicità, perché?
Molti di voi si aggrappano all’opinione degli altri. «Cosa diranno?» Chi sono gli altri nella tua vita? Cosa fanno per te? Ti faccio una domanda: quelli che ti criticano, quelli che ti puntano il dito contro, cosa fanno per te? Ti rispondo subito che il 99% non fa nulla, ma si limita a puntarti il dito contro.
Allora, ti direi questo: quelli che ti puntano il dito contro invidiano il tuo coraggio, il fatto che tu abbia lasciato tutto per fare ciò che ami. È proprio così. Provano invidia perché non hanno il coraggio di farlo, continuano a vivere la loro triste e mediocre vita, si lamentano di tutto, sono eternamente insoddisfatti, ma puntano il dito contro chi compie una follia e va a vivere ciò che ama. È interessante, molto interessante.
Allora chiedo a voi che provate invidia verso chi ha coraggio: perché provare invidia, se avete lo stesso potere dell’altro? Il potere di decidere è nelle vostre mani, non in quelle degli altri. Se vi lasciate manovrare, se vi lasciate dominare, se vi lasciate manipolare, allora abbiamo un grosso problema, perché avete dimenticato chi siete, siete diventati un burattino, una marionetta nelle mani degli altri. E perché siete diventati così? Perché lo avete permesso; nessuno diventa così perché lo vuole, lo diventa perché lo permette. Allora, alzate la testa, fate valere la vostra autorità, siate forti.
Molti di voi si accontentano della situazione, pensano di essere troppo vecchi per cambiare. Ah, vi direi questo: nella vita ci sono diverse fasi, fasi in cui si costruisce qualcosa per il lavoro, si crea una famiglia, si hanno figli, una serie di preoccupazioni, finché arriva un momento in cui, per merito proprio, smettete di lavorare, i figli sono cresciuti, non ci sono più così tante attività. Non è forse questa la fase migliore della vita? Potersi dedicare a ciò che si vuole?
Ma no, la maggior parte si siede su una sedia, accende la televisione e rimane tutto il giorno ipnotizzata da ciò che viene detto lì. Il corpo si indebolisce, perde forza, la mente si atrofizza, le malattie si moltiplicano, ma la colpa è dell’altro, che non vi ha dato sostegno, che continuava a parlare della vostra vita, che pensava che non doveste fare nulla. La colpa è dell’altro o è vostra, che non avete il coraggio di alzarsi e fare qualcosa?
Allora, fratelli miei, smettiamola con questa storia del «sono invecchiato, è tutto finito». Perché è finito? Non è finito nulla.
Ora, è importante che vi rendiate conto di ciò che state creando, oggi.
Voi che non siete ancora anziani, cosa state creando per il futuro? Come guardate i vostri corpi, oggi? Ve ne state prendendo cura? Vivete in equilibrio, mangiate in equilibrio, dormite in equilibrio? Perché se state facendo tutto questo in equilibrio, state creando un corpo sano per la vecchiaia, ma se oggi non fate nulla di tutto ciò, beh, allora state anche creando problemi per la vecchiaia.
Allora, perché sto dicendo tutto questo?
Perché è importante, in questo momento, oggi, qui, adesso, che tu ti fermi, ti fermi e faccia una piccola riflessione. Come va la tua vita, oggi? Ti senti realizzato, felice o no? E perché no? E perché non provarci? Per via dell’altro? Direi che qualsiasi decisione presa, purché non ferisca nessuno, è un problema tuo, non dell’altro. E perché c’è questa precisazione di non ferire nessuno? Perché, molto spesso, prendete decisioni in funzione dell’altro, per provocarlo, per ferirlo; in quel caso non va bene, perché state accumulando più karma, più problemi, in futuro. Allora, perché questo atteggiamento?
Allora, tornando al tema, cosa stai facendo per il tuo corpo, oggi? Mangi in modo equilibrato, ti muovi? No, non sto parlando di fare esercizio fisico, perché quello è già troppo per molti. Sì, ci sono molti qui che pensano che non lo faranno mai, in nessun caso, ma almeno camminano? Ah, sì, cammina dal soggiorno alla camera da letto, dalla camera da letto alla cucina, ah, sì, cammina parecchio.
Se il corpo non si muove, le energie cosa fanno? Si accumulano, si accumulano, perché tutte le energie negative si depositano. Cosa significa? Si depositano. Se ti muovi, anche quell’energia si muove, quindi circola nel tuo corpo, non si ferma, perché almeno stai camminando; ma se non fai nulla, allora l’energia continua a depositarsi, è come una pallina sopra l’altra, e tu diventi sempre più rigido, perché nulla si muove, c’è solo energia ferma.
Allora, fratelli miei, lamentarsi dell’età, lamentarsi del dolore è facile, e io lo sento, 24 ore al giorno, che è il vostro tempo, quanto lo sento!
E poi mi chiedono: «Mio Arcangelo, aiutami». Io ti aiuto, se tu aiuti te stesso. Non basta sedersi sulla sedia o sdraiarsi sull’amaca, chiedere un succo e chiamarmi: «Aiutami». No, non vi aiuterò. Ora, se vi vi alzate dall’amaca dicendo: «Comincio a muovermi, mio Arcangelo, aiutami». Ah, io sono con voi, camminerò insieme a voi, sarò al vostro fianco, dandovi la forza per mettere in movimento ciò che è fermo.
Quindi, fratelli miei, prima di tutto smettiamo di lamentarci. Questo è un altro problema: più invecchiate, più vi lamentate. Perché? La vecchiaia è sinonimo di lamentela? Non ho mai visto niente di simile: non fate altro che lamentarvi, non riuscite a vedere nulla di buono in niente, il mondo è sempre una schifezza.
Sì, fratelli miei, così diventa difficile, molto difficile. Allora, torniamo al punto.
Cosa avete fatto oggi per il vostro corpo? Un’altra domanda: com’è stata la vostra alimentazione? «Ah, mangio solo schifezze». «Ah, mangio cibo sano». Ottimo, almeno state cercando di mantenere il corpo in equilibrio. Ora, chi mangia solo schifezze, il corpo ne risente.
Quindi, fratelli miei, regola numero uno: lamentarsi non risolve nulla, attira solo altro dello stesso tipo.
Abbandonarsi allo sconforto significa vivere meno, significa cambiare quella data che l’anima aveva scelto, perché il corpo ne subirà le conseguenze. Quindi, muovetevi, alimentatevi correttamente, evitate gli zuccheri.
Miei fratelli, se sapeste il male che tutti questi prodotti zuccherati fanno al vostro corpo, non ne avete idea, ed è proprio quello che vi piace di più, alla grande maggioranza di voi.
Bisogna capire, fratelli miei, che con questo non sto dicendo di non mangiare più, mai più, non è questo che sto dicendo. L’importante è sempre l’equilibrio. Avete mangiato qualcosa di dolce oggi? Molto bene, fermatevi a quello, domani non mangiatelo, dopodomani nemmeno, concedetevi una pausa prima di ricominciare a mangiarlo di nuovo. Non create abitudini, perché questa è un’abitudine malsana; poi vi lamentate di dover prendere un sacco di medicine, ovviamente, il corpo non ce la fa più.
Allora, che ne dite di vivere il presente? Io sono con voi, non che io non mangi, ma sarò con voi, ad aiutarvi, a darvi forza.
Accetto la sfida: chi vuole il mio aiuto, sarò al suo fianco, ma deve dimostrare di stare cercando di cambiare. A chi ci prova, io do una mano; a chi finge, non mi faccio nemmeno vedere.
Allora, facciamo qualcosa per voi stessi, muoviamoci almeno per stimolare le energie che sono lì dentro, affinché circolino in tutto il corpo. Sapete come funziona? Vi faccio un esempio: prendete un bicchiere, andate in riva al mare, riempitelo di acqua di mare e mettetelo da qualche parte. Dopo un po’, tutta la sabbia si depositerà sul fondo del bicchiere. Questi siete voi. Ogni energia che arriva e non circola, si deposita. È questo che voglio che capiate: se vi muovete, anche l’energia si muoverà nel corpo e non si deposita.
Allora, osservate tutta l’energia che ricevete quotidianamente dal Sole Centrale. Chi si muove, l’energia scorre in tutto il corpo. Chi invece non si muove, l’energia entra e si deposita, va lì in fondo.
I vostri problemi più grandi sono nelle gambe; ve ne siete già accorti, che la maggior parte di voi ha problemi alle gambe? Energie stagnanti, che causano malattie.
Quindi, fratelli miei, muovetevi, non credete a questa storiella secondo cui, solo perché avete un po’ più di età, non potete più fare nulla. È una bugia. E perché è una bugia? Perché crediate di essere esseri inutili e malati, e così consumiate più medicine. Se diventate esseri attivi e sani, non consumerete così tante medicine; questo non è nell’interesse di loro, vogliono che diventiate sempre più malati e che prendiate sempre più medicine. Questa è la verità, non ce n’è un’altra.
Allora, infrangiamo le regole, infrangiamo i paradigmi, infrangiamo questi concetti ridicoli che vi portate dietro, del tipo «sto invecchiando, sto diventando inutile». Diventi inutile di tua spontanea volontà, capiscilo. Ti adagi, ti lasci dominare e manipolare.
Allora, alzati, scrollati di dosso tutto e vai a camminare, vai a fare una passeggiata, vai a fare qualcosa. Avere una certa età non significa fermarsi; potete anche lasciare il vostro lavoro, la vostra professione, ma andate a fare qualcos’altro, trovate qualcosa da fare, da produrre, per non restare fermi.
È già stato detto qui e lo ripeterò: passerete alla Quinta Dimensione con il corpo che state portando con voi. Se è un corpo sano, complimenti, sarà facile. Ora, se non lo è, soffrirete molto, capitello bene.
È necessario che i vostri corpi siano quasi perfetti, perché nella Quinta Dimensione non esistono malattie. Quindi, non potete portare le malattie da qui a lì, avete capito? Riuscite a capire che dovete eliminare queste malattie?
E come farlo? Movimento, alimentazione sana, una buona notte di sonno, poche influenze tecnologiche, più tempo nella natura. Vi garantisco che tutto cambierà.
Ah, c’è già un sacco di gente che si lamenta qui, mi sussurra all’orecchio: «Ah, per te è facile parlare, per te è tutto molto semplice».
Fratelli miei, è vero che forse non sono incarnato, ma vedo, ed è proprio perché vedo che sto dicendo tutto ciò che sto dicendo.
A coloro che sono più anziani, fate qualcosa per voi stessi, trovate la gioia di vivere; e a coloro che sono più giovani, fate in modo che il vostro corpo, quando arriverà lì, sia sano.
Guardate dentro voi stessi, non c’è bisogno che sia qualcun altro a fare un’analisi, siete voi che dovete farla. Cosa devo migliorare? Cosa devo fare per diventare un essere felice e in movimento? Di cosa ho bisogno? E vi assicuro che troverete la strada.
Come ho detto, se volete, chiedete il mio aiuto, sarò al vostro fianco, dandovi quella spintarella, ma bisogna volerlo: se state sdraiati sull’amaca, non vi aiuto. Inseguite la felicità, dimenticate l’opinione degli altri: l’opinione degli altri è invidia di ciò che siete, nient’altro. Chi ti critica è perché non ha il coraggio di fare ciò che fai tu: è un debole.
Quindi, vai avanti, dimentica tutto ciò che ti sei lasciato alle spalle: dolore, sofferenza, angoscia, dimentica tutto. Il risentimento e il rimorso non portano nessuno da nessuna parte. Vivi, sii felice.
E la cosa più importante in tutto questo, per concludere questa chiacchierata un po’ diversa che abbiamo avuto oggi.
Non dipendere dagli altri per essere felice, questo crea solo aspettative e delusioni.
Il grande segreto è: renditi felice da solo.
Non aspettarti nulla dagli altri, non vivere pensando che siano loro a renderti felice; devi renderti felice da solo, perché solo così, imparando questo, l’opinione degli altri non avrà alcun valore per te e guarderai sempre e solo al tuo cammino.
Rifletteteci, fratelli miei.
Concludo questo nostro incontro con questa domanda: cosa posso fare per essere più felice nella mia vita?
Trovate la risposta, ma soprattutto cercatela, rincorrere la felicità. Solitari, forse? Che problema c’è? Non sei nato aggrappato a nessuno, non morirai aggrappato a nessuno. Quindi, anche se sei solo, sii felice, fallo per te stesso, dimentica gli altri: chi deve prendersi cura di te sei tu stesso, non aspettarti mai che lo facciano gli altri.
Amatevi, fratelli miei, e trovate la felicità.
Traduzido por Maria Rita Dos Santos Colavolpe

